Intelligenza Emotiva


La nostra vita è determinata dalle scelte, non dal caso.
E’ stupefacente invece che molti non si rendano conto, che compiono scelte praticamente in continuazione, piccole e marginali o così grandi da modificare il corso della vita.
Molte persone si lagnano della propria sorte, disgustati dalla vita, e dal modo in cui vanno le cose,senza rendersi conto di possedere un potere che permetterebbe loro di dare una svolta..
Se ne prendessero coscienza e iniziassero ad usarlo, potrebbero cambiare tutta la loro
esistenza, rendendola come vorrebbero che fosse…piene di gioia!.

L’aspetto più incredibile di questo potere è il suo essere accessibile a chiunque, a prescindere dall’età o dalla condizione sociale: non richiede né cultura, né talenti. Tutti noi lo riceviamo dalla nascita.

La vera saggezza consiste nel sviluppare l!'intelligenza emotiva” e capire come funziona, è il traguardo a cui perveniamo quando impariamo a fare le scelte migliori.

 

Ma quando si parla di intelligenza emotiva?
Quando impareremo a conoscerci e a comunicare con intelligenza emotiva, saremo veramente padroni dei nostri pensieri, emozioni, scelte, e comportamento verso la vita.

Saremo in grado di riconoscere e accettare i nostri limiti e i punti di forza insieme all'energia vitale, che ci renderà capace di pensare rapidamente e di agire con calma senza ansia e tensioni, perché sentiremo il corpo leggero e rilassato e la mente serena, lucida e scattante.
Questa consapevolezza ci darà la forza e il coraggio di credere in noi e di andare sempre avanti, nonostante gli eventi, di amare la vita e di sentirci veramente liberi, in pace con noi stessi.

Da dove proviene l'intelligenza emotiva?
Molte persone comunicano prevalentemente con la testa mettendo a tacere il cuore, sede dei sentimenti e delle emozioni.
Osservando il linguaggio del corpo, lo stile di comunicazione e di comportamento sociale ci rendiamo conto del facile trionfo della testa sul cuore, del predominio schiacciante della razionalità sulle emozioni, tanto soffocate perché ritenute scomode se non addirittura fastidiose.
Le emozioni, secondo la società, sono un fatto così privato, un aspetto così intimo che non conviene assolutamente rivelarle nelle relazioni interpersonali, farle entrare in gioco significherebbe rischiare di perdere. 

Ma cosa perdiamo?
Siamo perdenti verso una costante preoccupazione di fondo: vincere sull’altro, battere l’avversario, dimostrare che si è migliori, più competenti, più bravi.

 

Oggi, comunicare bene diventa sempre più difficile e in alcuni casi impossibile.
Basta guardare le innumerevoli situazioni di conflitto interpersonale che finiscono inevitabilmente nello sterile gioco a somma zero, che vede tutti perdenti, anche se qualcuno conserva l’illusione di aver vinto a spese dell’altro.

Sarà capitato a molti di dover pagare le conseguenze più o meno gravi di un comportamento così palesemente inadeguato, che rivela tutti i limiti delle proprie capacità comunicative.
Questo accade perché non siamo emotivamente intelligenti, manchiamo di quella forma sofisticata, ma indispensabile di intelligenza umana di livello superiore, che è appunto l’intelligenza emotiva.
Questa ci consente di poter affermare senza ansia, con calma e assertività il nostro punto di vista nel pieno rispetto di quello altrui, e senza perdere il controllo della situazione: in questo modo tutto avviene ed evolve in maniera naturale e gli equilibri relazionali sono salvi.
Quando si comunica solo con la testa razionalizzando sempre tutto, si arriva al confronto o alla discussione con un Sé fragile, conflittuale, carico di ansia e paure e generalmente questo non porta ad alcuna conclusione positiva, che potrà essere tale solo se entrambi i soggetti comunicanti sentiranno di aver vinto e non perso.

 

Dobbiamo comunicare con il cuore per arrivare al cuore degli altri, dando il necessario spazio ai sentimenti e alle emozioni: questo significa aprirsi sinceramente alla cultura del dialogo, dell’uguaglianza e della parità dei diritti; entrare in una comunicazione vera, autentica, profondamente gratificante, alla base della quale ci sono sentimenti importanti come la fiducia, la tolleranza, il rispetto reciproco, l’accettazione dell’altro, l’empatia, l’amore.

 

Tutte queste considerazioni ci aiutano a comprendere e soprattutto possono spingerci ad applicare correttamente nella vita sociale professionale di tutti i giorni i suggerimenti che seguono, indispensabili per imparare a comunicare con il cuore, e nei quali ognuno potrà trovare, se motivato
a farlo, le risposte a un suo bisogno interiore di cambiamento e miglioramento o di semplice riconciliazione con se stesso.
Acquisire consapevolezza di questo percorso significa già essere a buon punto sulla strada lunga e a volte in salita del cuore: il resto viene da sé con la pratica sapendo che il viaggio intrapreso è un viaggio interminabile, ma allo stesso tempo un’esperienza entusiasmante, un’autentica sfida con se stessi che vale la pena di affrontare perché forse rappresenta l’unica strada conosciuta dal cuore per arrivare a star bene con se stessi e con gli altri.

Coma imparare a comunicare con il cuore?


1. Comunicare con il cuore è possibile oltre che psicologicamente gratificante.
Basta volerlo e cominciare subito a farlo con la consapevolezza che solo la pratica rende
perfetti. Lo sforzo iniziale che può rendere difficile la partenza, sarà largamente compensato in seguito dalla gioia derivante dall'essere riusciti a diventare emotivamente più intelligenti.

2. Più ci interessiamo degli altri e di quello che sta loro a cuore e più gli altri si interesseranno di noi. Ognuno in cuor suo vuole sentirsi importante, apprezzato e stimato. E se è vero che il proprio mondo conta sempre di più di quello degli altri, è anche vero che cercare
di capire che cosa interessa agli altri, quali sono i loro obiettivi, le loro speranze, le loro paure,
aiuta a comunicare meglio e a farsi degli amici, bloccando già sul nascere molti dei possibili
motivi di divergenza o fattori di conflitto interpersonale.

3. Errare humanun est, dicevano i latini e pensare di avere sempre ragione è pura follia!
Nessuno è o potrà mai essere detentore di verità assolute; perciò chi riesce a dubitare di sé e delle proprie opinioni e mette in conto l'eventualità di potersi sbagliare, è più saggio di quanto non pensi. Nella sua filosofia di vita trova spazio un principio cardine della P.N.L. (Programmazione Neurolinguistica): la mappa non è il territorio. E la mappa comprende le proprie convinzioni, idee, opinioni che sono le proprie e non quelle dell'umanità intera

4. Saper ascoltare sembra facile o addirittura scontato, dopotutto è una funzione spontanea e naturale della comunicazione, appresa sin dall'infanzia, che sembrerebbe non richiedere alcuna abilità. Invece non è così, perché saper ascoltare è una competenza emotiva di fondamentale importanza, ed è grazie ad essa e all'empatia, che poi è la capacità di mettersi nei panni degli altri, sforzandosi di vedere le cose dal loro punto di vista e di coglierne il vissuto emotivo, che si può imparare a comunicare con il cuore. Senza una buona capacità di ascolto empatico, è praticamente impossibile riuscire a farlo!

 

5. Imparare a riconoscere, gestire ed esprimere i propri sentimenti e stati d'animo è una grande conquista personale, che promuove l'equilibrio interiore e predispone all'autorealizzazione. Per questo soffocare le proprie emozioni è l'atteggiamento più sbagliato che ci sia, mentre intraprendere, a qualsiasi età, un percorso di alfabetizzazione emozionale è una scelta vincente che può migliorare la qualità della propria vita affettiva, sociale e professionale.

6. Se dire quello che si pensa aiuta a sentirsi bene ed in pace con se stessi, farlo con un pizzico di tatto e diplomazia è un obbligo sociale ancora più importante ai fini dell'approvazione e del consenso in quanto consente di apparire agli occhi degli altri più sicuri di sé e delle proprie convinzioni nella giusta misura. Per questo nel sostenere le proprie idee ed opinioni, bisognerebbe accuratamente evitare qualsiasi esagerazione o forma di arroganza e assolutismo che potrebbero indurre
l'interlocutore ad irrigidirsi, a stare sulla difensiva e a contraddire o rifiutare del tutto il nostro
punto di vista. Siate perciò eleganti nel linguaggio e nel modo di esporre ciò che pensate, anteponendo possibilmente al vostro pensiero espressioni tipo io credo…, io ritengo che… .
Lasciando aperta la porta del dubbio, risulterete più convincenti.

7. Chi vuole davvero imparare a comunicare con il cuore non ha altra scelta: deve far proprio il principio win-win (vincere-vincere) e assumerlo come costante psicologica in tutte le dimensioni della propria esistenza, da quella affettiva a quella sociale e professionale. In base a tale principio, in qualsiasi contesto o situazione comunicativa si può vincere insieme (vinco io - vinci tu) senza entrare inutilmente in conflitto con l'altro. Anzi il conflitto, che per sua natura è parte integrante della vita di relazione, in base al suddetto principio, viene vissuto come una buona occasione di confronto, utile alla propria crescita, anziché come un inevitabile scontro in cui uno deve per forza vincere e l'altro perdere.



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