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Il Principio Transpersonale dei Fiori di Bach



“Ho visitato un uomo di 21 anni che, installando dei cavi elettrici,
ha subito accidentalmente una scarica elettrica.
Quattro giorni dopo l’incidente la mano destra era molto gonfia
… con gravi ustioni… la mano non aveva alcun tipo di percezione
e in un certo senso era praticamente morta… Immediatamente gli è
stato somministrato Clematis internamente,
per ridare vita alla mano, aggiungendo Impatiens lozione,
perché agisse come balsamo sulle ferite… La mano ha
cominciato a tornare in vita e a riprendere sensibilità, quindi
a far sentire il dolore … Aggiungo per via orale Impatiens per il
dolore e anche Agrimony per lo stato mentale…
Due dita tremavano e si contorcevano spasmodicamente …
si aggiunge quindi oralmente Gentian per una lieve depressione
e Scleranthus per l’instabilità delle dita; in particolare, il pollice
risulta parzialmente bloccato. Gli viene somministrato Vervain
internamente aggiungendolo anche alla lozione per combattere la
rigidità… gli viene somministrato Vervain anche per una certa
rigidità rimanente e viene applicato Impatiens sulle bende
qualora le terminazioni nervose esposte provocassero dolore…”

Questo caso descritto dal Dr E. Bach negli anni Trenta è di
estremo interesse perché in esso il maestro utilizza insieme
fiori dedotti dallo stato mentale con fiori prescritti seguendo
le manifestazioni e le conseguenze fisiche in atto nel paziente.
In più, viene prescritto un utilizzo locale dei rimedi e ciò
è di estremo interesse, in quanto già ai suoi tempi, Bach pensa
che l’utilizzo locale dei rimedi possa apportare un utile contributo
alla terapia in atto.
Nel corso degli anni E. Bach, mosso da motivazioni idealistiche
e spirituali, tenderà sempre più a semplificare il suo
pensiero affinché diventi fruibile da parte di un vasto pubblico
composto, a quell’epoca, da gente molto semplice.
Sappiamo oggi che molti studi importanti furono distrutti
da Bach per questo motivo ed inoltre la sua polemica con
l’Ordine dei Medici Inglese e la sua voglia di avvalersi di operatori
e collaboratori non professionisti, che non potevano
toccare il paziente né praticare bendaggi e frizioni, lo portò, in
una fase successiva del suo lavoro, a privilegiare sempre di più
l’aspetto intuitivo e mentale per la prescrizione dei rimedi.
Vero è che la mente rappresenta la parte più sensibile del
nostro corpo e quindi il luogo in cui si possono riscontrare
primariamente i segnali di disarmonia energetica, che col
tempo coinvolgeranno l’intero organismo.  Vero è che, però,
la nostra intelligenza vitale ci offre anche altri segni per
decodificare il disaccordo e questi segni possono essere
anche fisici.
“Non è casuale la parte del corpo coinvolta ma è anch’essa
sottopostaalla legge di causa-effetto e costituisce quindi un aiuto
importante per effettuare la diagnosi” (E. Bach).
Ma qual è l’informazione che la mente e il corpo ci mostrano
affinché noi, nella logica del pensiero di Bach, possiamo
intervenire con la corretta terapia?
L’informazione che ci viene proposta alla decodifica è la
disarmonia che la mente ed il corpo colgono nella distorsione
di un Principio Transpersonale presente in natura e che,
a causa del nostro libero arbitrio, viene calpestato. Questo
Principio Universale calpestato, distorto, questa legge di
armonia negata si chiama : Amore, Tolleranza, Umiltà,
Fiducia, Perdono.

il Principio Transpersonale è un
concetto, un’idea, uno schema che precede la Manifestazione
ma che, nel momento in cui si materializza, diventa mente,
emozione, informazione fisica e cellulare: umana, animale,
minerale o vegetale.
Accade così che Clematis, che esprime il Principio
Transpersonale della Presenza in contrapposizione
all’Assenza, possa essere utilmente prescritto sia per curare
situazioni di assenza mentale che emotiva o fisica.
In particolare, a livello fisico Clematis è stato validamente
utilizzato oltre che nel trattamento della lipotimia e coma, anche nella cura del Morbo di Alzheimer e nella Sindrome di Down.
Ma Clematis apporta energia curativa necessaria a stimolare i meccanismi di rigenerazione cellulare anche in un corpo, tessuto od organo che in qualche modo si è “addormentato” per una deficienza circolatoria, neurologica, accidentale.

L’esperienza condotta dal Dr. Rossi e dal Dr. Setti al Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università di Pavia e riportata negli Atti del nostro I Congresso Nazionale A.M.I.F. ci dimostra che i fillosilicati posti in sospensione acquosa flocculano in maniera diversa a seconda dei Rimedi Floreali aggiunti alla sospensione, ed in particolare con Clematis il modello di flocculazione si adatta meglio alle condizioni sperimentali presenti.
Se quindi Clematis esprime come Qualità la Presenza a tutti i livelli, non avrò bisogno di uno stato d’animo di assenza per prescriverlo, ma potrò aggiungere Clematis in cocktail
con altri fiori, costituzionali o di momento, tutte le volte in cui il paziente mostra alla mia osservazione dei fenomeni fisici di assenza: una parte del corpo “addormentata” in seguito ad un accidente neurologico, circolatorio, una zona corporea che ha perso la sua sensibilità. Questo modo di prescrivere il rimedio indipendentemente dall’aspetto emozionale viene definito prescrizione sulla base del Principio Transpersonale letto nel paziente. E’ una modalità di prescrizione presente in Bach, come è stato evidenziato
all’inizio di questo lavoro e più volte espresso tra le righe negli scritti del maestro. La stessa formulazione del Rescue Remedy è una formulazione su base tranpersonaleuniversale. 
Se quindi il Principio Transpersonale ci permette di utilizzare
il Fiore in maniera diversa, perché non usarlo localmente sotto forma di unguento?
L’A.M.I.F. ha sempre insistito nei suoi corsi sull’opportunità di utilizzare i Rimedi anche in forma locale attraverso lozioni, unguenti, vaporizzazioni, bagni terapeutici.
Molto è stato da me consigliato nell’arco di questi anni sull’uso locale dei Rimedi, in particolare nelle aree di somatizzazione: il groppo alla gola, la palpitazione, il respiro bloccato, lo stomaco congesto e così via.
Spesso però questi studi, pur ammirevoli nel loro rigore scientifico, hanno avuto la pecca della poca semplicità, data la complessità clinica della loro traduzione pratica.
Con la scoperta delle Qualità dell’Anima invece abbiamo, a mio avviso, aperto una frontiera importante per l’utilizzo locale dei Rimedi.
Se quindi Vervain indica il principio della Moderazione, perché non usarlo sotto forma di crema, lozione o compressa su di una infiammazione acuta?
Se Beech esprime la Tolleranza, perché non usarlo  nelle intolleranze alimentari e localmente sotto forma di unguento nelle allergie cutanee acute e sotto forma di collirio e
gocce endonasali nelle pollinosi?
Seguendo questa strada e con un po’ di confronto si potranno scoprire sicuramente tantissime applicazioni locali e generali del Principio Transpersonale in terapia.
In accordo con gli studi di R. Orozco posso segnalare che, anche nella mia personale esperienza più che decennale, ho riscontrato notevole giovamento nell’utilizzo locale di Elm (Sostegno/Sollievo) nei dolori acuti incontenibili, Larch nell’incapacità
funzionale o motoria, Agrimony nel prurito, Crab Apple nelle infezioni, Olive nelle astenie, Rock Water nella rigidità, Star of Bethlehem nei traumi e nelle ulcere, Vine nelle cisti. A mero titolo esemplificativo nella tabella di seguito proposta vengono segnalati i principali usi locali del Principio Transpersonale in terapia.
A seconda dei casi e tenendo presente sia il problema che il tipo di tegumento o mucosa su cui si opera, si opterà di volta in volta per il bagno terapeutico, l’olio da massaggio, la compressa, ll bendaggio, il collirio, le gocce endonasali, gli aerosol.
Purtroppo, non per tutti i fiori c’è la stessa esperienza nell’uso locale del principio transpersonale. Per alcuni di essi: Star of Bethlehem, Impatiens, Olive,
Clematis, Beech
, Vervain e Crab Apple, l’esperienza è abbastanza
condivisa e consolidata. Per altri siamo ancora in una fase avanzata di studio e di confronto. Lo scopo di questa relazione vuole anche essere un’esplicita richiesta di coinvolgimento del lettore affinché si attivino in noi l’entusiasmo e il fuoco interiore, che, se ispirati, sono il vero motore della ricerca, sia scientifica che personale.
Umiltà, Pazienza, Fiducia, Audacia e Condivisione facciano della nostra Associazione un polo di ricerca , per il bene nostro e dei nostri pazienti


Per riferimento bibliografico:
PAOLELLI E. – Utilizzo locale dei rimedi floreali di Bach.
Atti del 3° Congresso A.M.I.F. La Med. Biol., Suppl. al N°
2, 2001, pagg.

Indirizzo dell’Autore:
Prof. Ermanno Paolelli
- Titolare della Cattedra di Psichiatria Biologica
Facoltà di Medicina
Università di Scienze Umane e Tecnologiche
L.U.de.S. di Lugano ( Svizzera )
- Fondatore e Presidente dell’A.M.I.F.
Via Varthema, 34
40137 Bologna
 

 





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