Colori e Fiori di Bach

Il test con i colori dei Fiori di Bach rappresenta un facile mezzo per ottenere indicazioni su quegli aspetti psichici che difficilmente risultano dal colloquio. Nella maggior parte dei casi essi vengono individuati solo più tardi durante il corso della terapia, quando le difficoltà più superficiali sono state rimosse e lentamente si manifestano le loro cause più profonde. Tuttavia, per il terapeuta è di ausilio sapere fin dall'inizio quali siano le alle quali il paziente non si vuole avvicinare o quali siano gli aspetti psichici dei fiori che egli inconsciamente rifiuta. Inoltre, il test può essere usato anche per la autodiagnosi.

Il test di per sé è di facile applicazione, non richiede uno studio precedente e viene effettuato in pochi minuti. Bisogna mostrare al paziente la tavola dei colori contenente i colori del test allegata, chiedendogli di indicare quale sia il colore che gli piace di più, quello che viene al secondo posto per gradimento e quello che non gli piace affatto.

Nel fare ciò, egli deve agire con spontaneità ed operare la scelta solamente in base alle tonalità di colore della tavola. Poiché si tratta di tonalità molto particolari, egli non deve considerare il fatto che di solito predilige alcuni colori.
Infatti accade spesso che la persona affermi di non amare questo o quel colore, ma di apprezzarlo in questo specifico caso. E precisamente su queste inclinazioni momentanee che si fonda il test.
Importante è che esso venga fatto in condizioni di luce relativamente normale: per nessun motivo con illuminazione al neon o con lampade a risparmio energetico, la cui luce può alterare le singole tonalità di colore.

Per la scelta dei Fiori di Bach, i colori che il paziente preferisce hanno un'importanza subordinata: poiché la persona avverte nei loro confronti un'attrazione, essi indicano che ella vorrebbe affrontare gli aspetti psichici da essi rappresentati e che ha bisogno dei binari loro corrispondenti.
Tuttavia, di solito tutto questo risulta già dal colloquio. Assai più importante, però, è il colore che non piace al paziente. Talvolta può addirittura accadere che egli indichi due colori perché li considera altrettanto brutti: in tal caso contano ambedue.
Il rifiuto di un colore mostra che la persona rifiuta l'aspetto psichico rappresentato da quel colore. Durante il colloquio accade molto di frequente che i relativi fiori non vengano presi in considerazione o che vengano ritenuti secondari. Inoltre, nominando al paziente i sintomi inerenti a quegli stati d'animo, spesso egli non vi si riconosce. Ancora più frequente è che, nonostante il mondo circostante confermi la loro scelta, egli rifiuti categoricamente - anche per cose di importanza minore - che essi si possano riferire a lui.

Come già accennato, spesso sono proprio gli aspetti psichici rifiutati a rappresentare il problema principale. Durante il lavoro nel mio ambulatorio ho frequentemente avuto modo di osservare che talvolta ad essi sono correlate anche le malattie croniche, perché i disturbi fisici lamentati dal paziente miglioravano solamente in seguito all'assunzione delle essenze floreali relative a quella caratteristica psichica. Questo si spiega se si considera il fatto che non di rado accade che quanto la nostra coscienza rifiuta, venga vissuto dal nostro corpo sotto forma di malattia.

 

I binari con i Fiori di Bach relativi ai colori del test sono indicati sulla tavola dei colori. I fiori esteriori sono stati attribuiti secondo un criterio analogo a quello delle regole dell'agopuntura, il che significa che essi sono collegati ai binari corrispondenti ai meridiani Yin. Poiché l'elemento Fuoco possiede due coppie di meridiani, anche per il fiore Star of Bethlehem esistono due corrispondenze di colore. Il fiore di base Larch è alla base di tutti i fiori di comunicazione dei binari e pertanto non può essere individuato per mezzo di questo test.

 

Di tutti i sensi dell'uomo, la vista è quello più sviluppato.
Infatti, più o meno 83% delle impressioni che il cervello deve elaborare provengono dalla vista. Facendo una proporzione, le sensazioni provenienti dall'udito corrispondono all'11%, quelle dell'olfatto addirittura al 3,5%. Non stupisce, dunque, che la luce ed i colori esercitino m'influenza così marcata sui nostri stati d'animo e sul nostro benessere. Inoltre è vero anche il contrario: cioè che la nostra condizione di spirito ed il nostro carattere hanno effetti sull'interpretazione che diamo a ciò che percepiamo.
Nonostante l'occhio funzioni come una macchina fotografica meccanica ed il nervo visivo trasmetta al centro della vista un'immagine obiettiva di quanto ci circonda sotto forma di impulsi elettrici, il vero processo visivo avviene nel cervello. Infatti, i tre tipi di cellule dei bastoncelli della retina sono in grado di distinguere solamente i tre colori fondamentali: rosso, verde e blu violetto. Mescolando i relativi impulsi secondo rapporti di volta in volta diversi, il cervello desume le altre tonalità di colore e le porta poi alla coscienza, il che significa che la sensazione del colore nasce nel cervello e non prima.
Tuttavia, prima di arrivare alla coscienza, le informazioni visive devono passare attraverso il talamo, che rappresenta la stazione di commutazione delle vie ottiche e auditive e che, al contempo, è anche uno degli organi di coordinazione di maggiore importanza, nel quale le sensazioni tattili, dolorose e riguardanti la temperatura vengono collegate con le sensazioni del gusto, con le sensazioni interne e con il senso dell'equilibrio. Poiché trasmette alla corteccia celebrale le percezioni sensibili e sensoriali provenienti dal mondo interno ed esterno, il talamo viene considerato anche “ll portone della coscienza". Inoltre, esso esercita anche una funzione di filtro, lasciando passare solamente alcune informazioni alle quali aggiunge contemporaneamente anche i sentimenti.

Nelle persone, la vista dei singoli colori provoca reazioni completamente diverse. Tuttavia, in genere i colori che dominano la giornata come, per esempio, i toni del rosso, dell'arancione e del giallo sono universalmente considerati caldi e stimolanti, il verde dei prati e dei boschi è ritenuto rilassante e rinfrancante, il blu della notte rinfrescante e calmante; inoltre, i toni marroni del legno vengono sempre associati alla comodità e al benessere, il rosa all'amore, alla dolcezza e alla tenerezza. Ciononostante, il fatto che un colore sia percepito come piacevole o spiacevole dipende esclusivamente dal nostro modo di essere. Pertanto, risulta abbastanza ovvio il tentativo di dedurre i diversi aspetti dei nostri caratteri dalla propensione o dal rifiuto nei confronti di un colore.
Già cinquant'anni fa il prof. Max Lùscher intraprese esperimenti sia su pazienti affetti da malattie di diverso tipo, sia su persone sane di età differente: in cinque anni di ricerca, tra 4564 colori usati durante gli esperimenti, egli scelse i colori speciali per i suoi test. Al giorno d'oggi, il suo metodo - noto come test Liischer con i colori - viene impiegato in numerose terapie psichiche e fisiche. Il procedimento è molto facile: tra i tanti cartoncini colorati del test, il cliente deve scegliere il colore che gli piace di più, quello più gradito come secondo e quello che gli piace di meno. Il significato della scelta dei colori in quella particolare sequenza può essere letto in un apposito testo.
Nel frattempo sono stati elaborati molti altri di questi test con i colori, sebbene con tonalità leggermente diverse. Tuttavia, a differenza del test di Lùscher, nel quale il colore rifiutato svolge un ruolo primario, questi nuovi test tendono a lavorare solo con i colori graditi. Anche il metodo Aura Soma, secondo il quale il paziente sceglie le boccette di alcuni preparati energetici in base al colore, agisce in base a questo criterio.

Effetti energetici dei Colori.
L'effetto provocato dall'irradiazione di luce colorata sulla superficie corporea si fonda su un principio completamente diverso da quello che la contemplazione di oggetti colorati esercita sulla psiche. La moderna ricerca sui biofotoni prova che le cellule di tutti gli esseri viventi emanano vibrazioni elettromagnetiche. Oltre alla luce visibile, in questo caso si tratta prevalentemente di microonde. Le cellule comunicano regolarmente tra di loro per mezzo dei cosiddetti biofotoni e l'intensità corrisponde più o meno a quella della fiamma di una candela osservata ad una distanza di 25 km.

Secondo il dottor Fritz Popp, tutto il corpo umano è circondato da un campo di biofotoni che forma intorno all'organismo un campo di forze regolabili e che influenza in modo decisivo tutti i processi biochimici. Data la sua coerenza, in condizioni di salute esso ha la capacità di rispondere in modo flessibile e di riequilibrare tutte le alterazioni e le influenze, oscillando costantemente tra due stadi paragonabili agli Yin e Yang cinesi. In caso di disturbi fisici, il campo di biofotoni versa in uno stato di squilibrio: esso ha perso la sua coerenza e si è orientato in direzione Yin o Yang. Scopo degli sforzi terapeutici dovrebbe dunque essere quello di inoltrare al corpo quelle informazioni che riconducono ad uno stato di equilibrio.
Secondo gli studi più recenti, la pelle è in grado di raccogliere le vibrazioni dei colori e di trasmettere i loro effetti all'interno del corpo. A questo scopo sono stati scoperti sulla pelle zone e punti particolarmente sensibili, dei quali fanno talvolta parte anche i punti utilizzati dall'agopuntura. Dopo anni di lavoro, un gruppo di ricerca russo riuscì a provare che "nel corpo umano esistono canali nei quali viene condotta la luce, che corrispondono esattamente al percorso dei meridiani della medicina tradizionale In base a questa scoperta, la luce è effettivamente in grado di incanalare nel corpo le informazioni e di compensare le disarmonie sui piano energetico
 

Fonte: Terapie Esoteriche di Dietmar Kramer



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La floriterapia appartiene alla grande famiglia della medicina psicosomatica. Il professor Rocco Carbone, docente di Medicina naturale dell'Università degli Studi Guglielmo Marconi, ci svela quali sono le proprietà dei Fiori di Bach e in che modo aiutano a vivere meglio.



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