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Il Disturbo da Attacchi di Panico e Fiori di Bach



Il disturbo di attacco di panico consiste in un’angoscia

intensissima della durata di pochi minuti, insorta in maniera improvvisa, con totale coinvolgimento psichico e somatico.

E’ accompagnata da marcati sintomi neurovegetativi quali tachicardia, dispnea, vertigini, soffocamento, tremori, nodo alla gola.
Spesso, il paziente, dominato dalla paura di perdere il controllo e/o svenire e/o morire, si reca al Pronto Soccorso.

Questa tensione ostacola pensiero ed azione: l’individuo appare come paralizzato, preda di un timore immotivato, sente di non avere vie di fuga ed ha un’oppressiva fame d’aria.
Coloro che manifestano questi attacchi ricorrenti, arrivano presto a sviluppare un’intensa ansia anticipatoria e comportamenti fobici, evitanti, spunti ipocondriaci, centrati sulla convinzione di essere affetti da una malattia organica non ancora diagnosticata.
– Si struttura, così, una paura della paura, uno stato sub-continuo di apprensione ed allarme, una depressione più o meno mascherata.  
L’attacco di panico è l’attacco di Pan, la conseguente resistenza umana al fluire dell’istinto, della forza vitale prima chequesta si trasformi in coscienza e consapevolezza.I pazienti che soffrono di attacchi di panico sono spesso caratterizzati da scarsa differenziazione, permanenza di aspetti fusionali con insufficiente definizione di confini e sensazione di intrappolamento, ostilità, vergogna e forte angoscia di separazione.
Nell’attacco di panico si attiva, attraverso i centri del respiro,un erroneo segnale di mancanza d’aria che si connette ad un dilagante vissuto di incontrollabilità.
Alcuni pazienti presentano prevalenza di manifestazioni somatiche, soprattutto coloro che tendono a negare ogni dimensione psicoemotiva ed altri, viceversa, mostrano crisi di maggiore mentalizzazione.
In entrambi i casi si rilevano contenuti psichici conflittuali fra dipendenza ed indipendenza, accompagnati da angoscia di separazione.
Questa sensibilità alla separazione produce – in taluni – un comportamento di eccessivo attaccamento agli altri; in altri un vissuto di soffocamento che induce un bisogno di anarchica indipendenza.
I pazienti sollecitati a parlare dei genitori, li descrivono come critici, controllanti, talora aggressivi e rabbiosi. Questi pazienti appaiono come dipendenti, introversi, chiusi, paurosi, evitanti ed assertivi con frequenti inibizioni nel comportamento sociale e sentimenti cronici di vergogna.
 
E’ indiscutibile in loro una scarsa attitudine alriconoscimento di emozioni e sentimenti, della connessione tra insorgenza del disturbo di panico ed eventi vitali. Spesso, questi pazienti sono del tutto assenti quanto a linguaggio emozionale ed esprimono, quindi, ogni messaggio con il corpo.
E’ come se il soma – inteso come memoria biologica – fosse distaccato da ogni accompagnamento affettivo consapevole.
Per comprendere il disturbo di attacco di panico dobbiamo afferrare Pan come natura e, perché ciò sia possibile, è necessario essere afferrati dalla natura. Questi pazienti oppongono resistenza e la natura diventa minacciosa. 
E’ la parte spontanea che rivendica per sé il tutto, proprio quando, inascoltata, viene messa da parte.
Nella crisi di panico, quella parte si rivela come tutto e riunisce improvvisamente, con malessere da shock, tutti i frammenti divisi della coscienza.
E’ l’unità organica del sé che cerca, attraverso la sofferenza, di riprendere gli spazi occupati da una personalità troppo assorbita nei giochi dell’ego.
La personalità di questi pazienti è sfuggente affinché sia possibile un inseguimento; sfugge per scindere, disgiungere, omettere.
A questo punto interviene Pan per riportare equilibrio: lo fa attraverso un blocco, una resa obbligata che cerca di ricondurre all’armonia, attenuando i tratti tirannici dell’ego. Ecco Pan che ricompone nel sé ciò che l’Io ha sparso.
 
La cura – per il Dr. E. Bach – non è possibile se il paziente non chiarifica al proprio interno le condizioni psico-emozionali, testimoni della distanza della propria personalità dal sé superiore e connesse alla propria sofferenza.
Solo il riconoscimento di questi aspetti consente una cura efficace. Non è possibile alleviare il dolore senza, parallelamente, aumentare la coscienza del malato.
Questa variazione coscienziale comporta non solo attenuazione-eliminazione dei fondamenti della malattia, ma la possibilità di avviare un processo di evoluzione.
In questi soggetti, emerge imperioso il conflitto tra il permanente, l’essenziale dell’anima e l’immanente, il transitorio dell’io, della personalità.
Eppure la dinamica della vita, del rapporto tra stato di salute e di malattia, il continuum di quella relazione, si offrono alla possibilità di un allargamento della consapevolezza.
– La vita – per Bach – è come un giorno di scuola, in cui si può imparare a uscire dal conflitto che genera la malattia.
– Qual è la lezione da imparare dagli attacchi di panico?
Attraverso i sintomi, il paziente fa esperienza di uno svelamento dell’essere, delle proprie parti oscure e rifiutate. Parti che scollegano il sé dalla personalità, parti che, viceversa, possono essere riconosciute ed integrate, non solo per uscire dal sintomo, ma per crescere.
Spesso, vi è lotta conflittuale tra volontà di trasformazione e di conservazione.
Secondo Bach, come detto, la risoluzione del conflitto consiste nell’avvicinare la personalità al piano di vita che l’Anima ha stabilito  per noi.
Fra le forze profonde negative che Bach indica come conflittuali e responsabili della sofferenza (orgoglio, odio, invidia), per gli attacchi di panico è fondamentale quella rappresentata dall’ignoranza: proprio questa va riconosciuta e smascherata.
Il panico esprime simbolicamente il non riconoscere e il non riconoscersi, l’abisso dell’ignoranza ed il perdersi nell’angoscia di separazione.

Per Bach, la risoluzione degli attacchi di panico implica:
a) alleviamento della sofferenza;
b)allargamento della condizione coscienziale come percezione del significato di sintomo e del cammino da percorrere;
c) all’interno di una storia individuale, la connessione del sintomo patologico con un’esperienza totale di vita in cui l’individuo si progetta.

Individuare i fiori significa cercare di vedere con gli occhi del paziente, provando a scorgere i difetti fondamentali dietro cui si nascondono le virtù opposte.
Molti pazienti sofferenti di crisi di panico non sono in grado di aprirsi all’ignoto, al non noto, di abbandonarsi alla speranza/certezza di una nuova identità.
Il panico rappresenta una resistenza al cambiamento, una resistenza a crescere. Ogni cambiamento, ogni crescita implica una crisi, ogni crisi è terremoto interno ed ogni terremoto è una minaccia.
Eppure, solo nella morte della vecchia identità, in un continuo  rigenerarsi, può nascerne un’altra, come in un nuovo battesimo.

Rock Rose consente una destrutturazione-rinascita, aiuta a non confondere l’identità con l’io vincolante, a non temere i sentimenti interni e la perdita del vecchioio e, in questo senso, a non temere la morte.Aiuta a liberarsi dai vestiti senza rimanere nudi.
E’ questa la lezione che l’anima pone per essere appresa.
Rock Rose è scoperta panica dell’essere, è distacco dalle contingenze, dai ruoli, è avvicinarsi al “chi sono io?”, è l’eliminazione degli strati di cipolla, dell’io inibente, che hanno fuorviato e favorito una definizione secondaria dell’essere.
L’ignoranza, secondo Bach, non è mancanza di conoscenza, ma incapacità di apprendere, è il negarsi di vedere la verità quando se ne offre l’opportunità.
La virtù di Rock Rose è quella di non temere l’esperienza del cambiamento che conduce ad apprendere.
Anche Cherry Plum consente di affrontare l’ignoto, senza paura di perdere il controllo: favorisce l’apertura della coscienza verso le parti più oscure. Si possono osservare queste parti, basta guardare dentro e l’ombra non fa più paura, aumenta la fiducia nell’intuizione e la sensazione che è la vita stessa che si occupa di ciò che viene avviato a realizzazione.

Star of Bethlehem consente l’elaborazione dello shock panico, favorisce la connessione e ripara la lacerazione della scissione attraverso la rivivificazione.
Non è possibile una rinascita senza un superamento; così l’elaborazionedi ogni perdita è più importante della sua sostituzione.

Ciò è possibile chiudendo i buchi da cui si disperde l’energia. Nella reiterazione degli attacchi di panico, si reiterano le emozioni, come messaggi non compresi che vengono ripetuti.
La malattia del panico è simbolo che esprime un messaggio personale: quello di illuminare zone d’ombra di sé stessi, nella totalità
di sé stessi.

-Appunti tratti da:
MONTENERO P. – La Floriterapia di Bach nel disturbo di
attacco di panico.
 La Med. Biol., 2006/3; 31-36.

Indirizzo dell’Autore:
Dr. Paolo Montenero
– Specialista in Patologia Generale, Neurologia, Fisiatria
– Docente della Scuola Triennale di Medicina Biologica
e Discipline Integrate
C/o Clinica Villa Sacra Famiglia
 





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